La trappola della palatabilità: di cosa si tratta?
Quando entriamo in un grande supermercato ma anche nelle realtà alimentari più piccole come bar e botteghe vediamo che gli scaffali sono sempre più ricchi di snack dall’aspetto accattivante che sembrano soddisfare richieste nutrizionali specifiche.
Il cibo industriale è infatti largamente diffuso non solo per la sua comodita’ (lo si scarta e lo si mangia), ma anche per la sua gradevolezza anche chiamata palatabilità.
La palatabilita’ è un fattore che le grandi industrie alimentari conoscono bene per spingere il consumatore a mangiare di più e creare una vera e propria dipendenza da cibo.
Palatabilita’ e la dipendenza inconscia dal cibo spazzatura.
Lo snack industriale di largo consumo è dolce ma anche un pizzico salato in modo che il sapore dolce non diventa stucchevole ed inoltre ha una texture grassa perché le molecole aromatiche sono liposolubili quindi in una matrice grassa sono meglio veicolate.
Queste caratteristiche lo rendono il perfetto “confort food” per gran parte della popolazione che ,causa una vita frenetica, preferisce scegliere questo tipo di soluzione alimentare.
Un indice di Palatabilità elevato così realizzato si traduce concretamente ma soprattutto inconsciamente in una introduzione sempre maggiore di calorie dovuta all’assunzione di più zuccheri, più grassi e più sale.
Come fermare questa dipendenza?
E’ molto importante invece prendersi del tempo per preparare un pranzo “al sacco” genuino, da consumare anche in modo fugace ma che darà al corpo i nutrienti davvero necessari per il buon funzionamento dell’organismo.
Anche avere un ristorante di fiducia che conosce le vostre richieste potrebbe essere una valida soluzione per evitare di sbagliare e non trovare la solita giustificazione del tempo e del lavoro.
La parola chiave è organizzazione alimentare giornaliera meglio ancora settimanale. Se nella vostra giornata siete strutturati e precisi sotto questo punto di vista non sarete mai impreparati: portate con voi frutta, frutta secca, yogurt 0,1 grassi magari da bere, qualche galletta integrale ma soprattutto acqua.
Spuntini e idratazione rimangono il vero segreto in caso di giornate piene e complicate.
Gianmario Pellegrini