La dieta del gruppo sanguigno è una delle diete più note e anche se può sembrare una di quelle diete da settimanale, in realtà è da considerare e da analizzare in quanto si basa comunque su basi scientifiche.
Come nasce la dieta del gruppo sanguigno
Sviluppata dall’americano Peter D’Adamo è un regime alimentare che prevede l’assunzione di certi alimenti e l’eliminazione di altri a seconda dell’appartenenza ad uno dei 4 gruppi sanguigni.
Rimane comunque una delle alimentazioni più promettenti e la più vicina a quella praticata per milioni di anni dall’uomo. Si basa sul fatto che i gruppi sanguigni sono comparsi proprio in base al diverso tipo di nutrimento via via seguito dall’uomo nel corso della sua esistenza.
Le fasi dell’uomo
Fase 1 (gruppo 0): durante li periodo in cui l’uomo attraversava il culmine della fase cacciatore-raccoglitore (Uomo di Neanderthal e Cro-magnon) si ottiene il perfezionamento massimo del gruppo 0 a causa dell’elevato consumo di carne ricca di proteine nobili. Lo 0 quindi è stato il primo e più diffuso gruppo sanguigno comparso sulla terra.
Fase 2 (gruppo A): dopo l’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento degli animali si diffuse il gruppo A conseguenza di mutate abitudini alimentari e della selezione dovuta alle epidemie infettive da sovraffollamento a cui i portatori di questo gruppo sembravano sopravvivere meglio.
Fase 3 (gruppo B): nelle zone dell’Himalaya si sviluppò poi il gruppo B probabilmente per cause climatiche e di adattamento al freddo delle montagne. Dedite al nomadismo la loro alimentazione era basata sulla pastorizia, quindi carni e latticini.
Fase 4 (gruppo AB): più recentemente e per questo più raro ancora oggi si diffonde il gruppo AB. Si tratta del “mix” del gruppo A con quello B causato dalle vittorie dei barbari (B) sui romani (A) che fino ad allora erano ovviamente e rigorosamente separati.
La tesi
La tesi di D’Adamo è semplice: alimentarsi con cibi con cui il nostro gruppo sanguigno è stato settato e calibrato nell’arco di tantissime migliaia o addirittura milioni di anni. Il ricercatore divide gli alimenti in 3 gruppi.
1)Benefici : agiscono come medicine e promuovono la perdita di peso.
2)Indifferenti: agiscono normalmente come cibi.
3)Da evitare: agiscono come sostanze tossiche e quindi anche ingrassanti.
Ecco, di seguito, uno schema che riassume gli alimenti che vanno consumati in base al proprio gruppo sanguigno.
Gruppo 0 (il cacciatore)
Benefici: manzo, agnello, vitello, selvaggina, pesce, verdura, frutta alcalina.
Da evitare: maiale, formaggi, uova, legumi, cereali.
Gruppo A (l’agricoltore)
Benefici: soia e derivati, olio di lino, olio di oliva, arachidi, fagioli, lenticchie, grano saraceno, farina d’avena, farina di riso, farina di segale.
Da evitare: carne, formaggi, arance, mandarini, ceci.
Gruppo B (il nomade)
Benefici: agnello, coniglio,latticini, pesce, riso, orzo, frutta, verdure.
Da evitare: pollo, maiale, crostacei, semi, noci, ceci, mais, frumento, pomodori.
Gruppo AB (il misterioso)
Benefici: agnello, tacchino, formaggi molli, pesce, lumache, tofu, verdure, frutta alcalina.
Da evitare: maiale, manzo, crostacei, funghi, pollo, frutta tropicale.
Gianmario Pellegrini
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